Da Boston a Miami…

…magari! Anche se qui le temperatura si aggirano intorno ai 31 gradi. Pensate che a Chicago (famosa per essere una città che assomiglia a Bresso, ma con un gran vento) durante la maratona di sabato scorso c’è stato un morto e centinaia di ricoverati per il caldo!!!

Anyway… voglio rendere omaggio ad un mio caro e vecchio amico, Gian e la sua ragazza Federica che sono stati in vacanza a Miami. Che bei paesaggi vero ragazzi? Che buoni i mojitos, vero? Che bel brasà (…di sole), vero? Che belle….. ;-)

Enjoy yours shots!

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Columbus Day

Altro giorno di festa qui in USA…Columbus Day che viene festeggiato un po’ dappertutto sulla East Coast. Ma secondo voi lo festeggiano anche gli indios e i nativi americani? ;-)

 

Qualche giorno fa ho indossato il mio completo bucolico e sono andato a partecipare alla raccolta delle mele! Tradizionale giornata qui nel New England per raccogliere mele da caramellare, fare sidro e utilizzare per torte e dolci di Halloween…a proposito di Halloween, qui sono già in delirio, ci sono zucche dappertutto (oltre alle solite qui in BC che interessano a tutti gli uomini on-line). Beh son passato dalla Graaande Mela a Taaante Mele.

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SoHo…

…ovvero SOuth of HOuston Street, che non ha niente a che vedere con la Soho di Londra, ovvero quel quartiere tra Chinatown e Warwick St. che ha ospitato personaggi illustri come Marx o Freud e ora ricca zona di locali e pub gay friendly.

 

Questa zona di NY si distingue per gli edifici bassi un tempo fabbriche di tessuti e ora loft costossimi e gallerie d’arte interessantissime. Molte di queste si sono ora trasferite in un’altra zona di NY: DUMBO, ovvero Down Under the Manhattan Brooklyn Bridge Overpass. Una volta sbucato in SoHo comunque mi sarei sentito più al sicuro con la carta di credito bloccata, perchè la tentazione di spendacciare era fortissima. Per questo motivo ho cominciato a scattare foto in maniera compulsiva (niente interpretazioni, please ;-) ) Nell’Apple Store ho conosciuto il Basquiat di turno che taaanto sarebbe piaciuto a Monica La Sotton; Doug, un ragazzo italo-venezuelan-americano (lo trovate nell’ultima foto) che mi ha portato a vedere i suoi quadri (esposti per strada) e su cui ci siamo intortati un bel po’. Ci siamo rivisti alla sera con la sua ragazza nel ristorante italiano a SoHo di un suo amico. Era da San Lorenzo che non mi facevo una magnata e una bevuta tale…ma con la compagnia del Ghiottolino è tutta un’altra storia :-)

 

Beh eccovi un po’ di people of SoHo… si vabbè pensate pure che sono un guardone…

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Frenk & the City

Eccomi qui…ritornato a Boston.
“Ma come… – direte voi – sei stato cinque giorni a New York o ti han rapito gli alieni?”
No, sono stato rapito da NY e da una connessione internet nel mio ostello chic che era dannatamente lenta…
Il mio fido Moleskine però ha fatto da registratore di pensieri, percorsi, cronache quotidiane e la mia Nikon Reflex F55 ha fatto il resto.

Scusatemi se vi siete sentiti trascurati! :-)

Innanzitutto vi do una bombetta per tutti quelli che pensavano che ho viaggiato con un autobus della linea Greyhound…vi sbagliate!

Ho viaggiato con una linea cinese che parte dalla Chinatown di Boston e arriva in quella di New York al modico costo di $27 andata e ritorno! Ok, provato, viaggio tranquillo ma non lo farò mai più! Mentre caricavo il mio bagaglio, nel portatagli dell’autobus c’erano dei contenitori tipo quelli sanitari per il trasporto d’organi (minia vuoi vedere che trafficano clandestinamente degli organi?).

Beh viaggio puntualissimo, arrivo a NY o meglio in Cina dal momento che ho cominciato a sentir parlare in inglese fuori da Canal Street quando ho preso un taxi (americano…) e mi sono fatto portare nel mio ostello tra la 5th Ave. e la 45th St., quindi a Middtown, tanto per intenderci, tra Times Square e Empire State Building. Ostello nuovo,un anno di vita, ben arredato, con sauna bagno turco, piscina e bar alla sera aperto al pubblico con Dj.
Essendo arrivato nel primo pomeriggio, ma con l’adrenalina a pppalla per essere arrivato nella city ho perlustrato la zona di Time Square e Brodway. Un delirio di turisti che mi a fatto diventare sociopatico!!! In confronto Piccadilly Circus e la Rambala di Barcellona sono tranquille zone residenziali e deserte; fuggo da lì e mi sposto tra la 5th, Park Avenue (dove le ragazze si sentono tutte delle piccole Sarah Jessica Parker…), Lexington (dove le vecchie si sentono ancora delle piccole Sarah Jessica Parker), Madison Ave (…dove c’era Sarah Jessica Parker in un set blindatissimo a girare Sex & the City: The Movie) fulcro dei grandi store come Gucci, Prada, H&M, GAP, Zara e anche Apple (per tutti i Mac User, lascite perdere l’Apple Store della Fifth Ave…dirigetevi sicuri in quello di SoHo).

Decido di fare la travelcard per la metropolitana (allora: se sei a NY si chiama Subway, se sei a Londra si chiama Tube, se sei a Boston si chiama T, se sei a Parigi si chiama Metrò, se sei a Milano…metro di m***a), ma scopro che la mia carta di credito non va. Provo a prelevare il contante…nada. Cazzo ho solo 25 dollari nel borsellino e che mi mangiavo in 5 giorni? La grande mmmela?!?!. Chiamo la Visa…si è bloccata. Ma come cacchio ha fatto? Gian me lo spieghi tu? I soldi c’eran tutti per fortuna, ma ho dovuto svegliarmi nel cuore della notte per chiamare la mia banca, mandare un fax alla Visa di Roma farmi cambiare codice, PIN…(e tutto questo quando erano le 4.30 di notte qua in USA…) e alla mattina fresco come una rosa sono sceso dalla Quinta Strada dritto come un chiodo fino a SoHo…ma qui ci vuole un post solo per questo quartiere!
Intanto godetevi qualche foto e soprattutto la nuova veste grafica del Blog! Eh sì…tira aria di rinnovamenti!

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Come diceva Woody Allen…

 

“Capitolo primo. Adorava New York. La idolatrava smisuratamente”. No, no, è meglio “La mitizzava smisuratamente”, ecco. “Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero, e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin”. Ahhh, no, fammi ricominciare da capo. “Capitolo primo. Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto. Trovava vigore nel febbrile andirivieni della follia e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi situazione”. Eh, no… stantio, roba stantia… di gusto uhm… Insomma, dai, impegnati un po’ di più. Da capo. “Capitolo primo. Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com’era difficile esistere in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia”. Troppo arrabbiato. Non voglio essere arrabbiato. “Capitolo primo. Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre”. No, aspetta, ci sono. “New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata”. (Manhattan – W. Allen)

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It’s sooo wiiid! (It’s so weird)*

*come dicono da queste parti…

E’ trooooppo assurdo! Quando ero ancora in Italia e stavo preparando la valigia immaginavo di trovarmi un clima primaverile…invece sembra di essere a Los Angeles! Sarà il mare che mitiga, ma qui è ancora stagione da girare in pantaloncini e infradito (quelle nere con il laccetto trasparente di Muji che i miei colleghi Davide Margola e Filippo Aschieri tanto mi invidiano :-) ). Se non fosse per il colore delle foglie che ti ricordano che è la fine di settembre…wow sembrerebbe estate dura!

 

Non torno ancora a casa, ma questo è per ora l’ultimo post da Boston; nella tasca dei pantaloni ho già la prenotazione di un ostello e un biglietto dell’autobus per…

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Non c’è soundtrack e video migliore che New York New York di Moby…io intanto mi esercito nella breackdance!

Stay tuned e per i non-fenomeni:state sintonizzati ;-)

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My First Kippur


The Sinagogue in Boston, 2007

No, non mi sono convertito alla fede ebraica. Oggi ricorre il Kippur, celebrazione ebraica che unisce i fedeli di tutto il mondo. Perchè lo so? Victor, il mio padrone di casa, proviene da una famiglia di origini ebraiche e questa sera si celebra con un party, qui, in casa con altre 15 persone!!! Ma non si poteva fare un Toga Party?!?! Speriamo almeno che non reclamino la mia circoincisione!!!!

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Nowhere Warm

…oggi mi prende un po’ così. Altri giorni di lavoro duro…per fortuna che giovedì si va a New York! Alla faccia del bel tempo e delle temperature primaverili…ma che c***o sto scrivendo? Evviva l’Expressive Writing!!!

I go nowhere high
Go nowhere warm
Until I see your smile and feel your calm
And I lick a dime
I crave for you girl
You’re like a parachute descending from the sky

And I’m sure you’re on your way
Yes I’m sure you’re on the road

I go nowhere high
Go nowhere warm
Until you’re by my side
Your hand in mine
And I’ve always known
You’re like a feather
You go where wind and fire melt together

And I’m sure you’re on your way
Yes I’m sure you’re on the road
And I’m sure you’re faster than before
Yes I know you’re somewhere on the road

I reckon there is nothing more to say

The Wizard of Oz

Ore 08.00 pm: Esco dall’ufficio; Ore 08.05 pm: Entro in Palestra; Ore 22.05 pm: ceno e faccio zapping sui milllle canali e finisco su TV Pro, dedicato al cinema d’essai che trasmette un film fondamentale nella mia vita: Il Mago di Oz (1939) con Judy Garland, nei panni di Dorothy ;-) . Mi dico: “Cool…” e dopo qualche secondo invece, mi dico: “Shit!!”. Il film era in slavo o ungherese credo…con i sottotitoli altrettanto in slavo o ungherese…Ma che senso ha mi dico?!?!? La foto che riporto sotto è la prova che dico il vero. Beh, come un lobotomizzato mi faccio trascinare da cicloni, scimmie volanti (volaaate miei prodi, volaaaaate…Continuiamo con la ricerca Smithers). Magari un uragano mi portasse ora dalla mia Dorothy!

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Traduco: Io non sono una strega! Le strege sono vecchie e brutte io sono solo una bambina, come se fosse antani anche per due.

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Boston in Black & White

I really love it…

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