Ti addormenti a Malpensa. Ripiegato nella poltrona d’aereo di dimensioni standard sei un gigante; il problema è che hai spalle troppo larghe. Le tue gambe da Alice nel Paese delle Meraviglie sono tutt’a un tratto così lunghe che toccano i piedi della persona che hai davanti.Ti svegli al Philadelphia International Airport. Guadagni sei ore. Attraversi un lungo corridoio che ti porta da un Terminal all’altro a destra del quale immense vetrate si affacciano su un tempo lugubre e piovoso che ti fa credere che l’uragano Dean sia già arrivato dalla Jamaica; a sinistra le locandine dei film di Rocky ti fanno capire che Philadelphia non è famosa solo per la Liberty Bell.
Superi il controllo della US Immigration, superi un secondo colloquio con un US Immigration Officer che sembra Ice Cube, superi un terzo controllo alla dogana dove ti ritrovi con altri cinque italiani con le valigie aperte a cui sequestravano salame, prosciutti e formaggi. Altro check-in per il volo per Boston con apertura dello zaino e controllo del portatile.
Welcome in the United States of America
Esausto sali sull’aereo dove dopo qualche minuto le hostess ti servono l’ennesimo pasto-porzione-minuscola della giornata.
Ti riaddormenti al Philadelphia International Airport e ti risvegli al Logan.
Sei a Boston…e ha inizio il viaggio.
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Buon Viaggio Frenk